Oreadi Green Kitchen al Salone del Mobile 2012

4 giugno 2014     / / / / / / / / / / / / / /

  • Oreadi Green Kitchen al Salone del Mobile 2012
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La Green Kitchen Oreadi, sviluppata dagli studenti D. Galloppo e A. Sanfrancesco approda al Salone del Mobile 2012. L’idea nata durante il workshop progettuale di TM Italia e poi portata avanti durante il periodo di tirocinio in azienda è frutto di un percorso di ricerca e sperimentazione progettuale condotto nell’ambito della terza edizione del Master in Eco-design & Eco-innovazione presso la Scuola di Architettura e Design dell’Università degli Studi di Camerino. La collaborazione tra l’Università e l’azienda ha prodotto interessanti risultati in termini di eco-innovazione e di sviluppo di nuovi concept di design sostenibile. In particolare, le competenze, gli strumenti e i metodi di eco-design sviluppati all’interno del Master hanno incontrato il “saper fare” dell’azienda per dare vita ad una cucina eco-emozionale che evoca e propone nuovi stili di vita sostenibili. La sostenibilità ambientale è stato il concetto chiave intorno al quale è stato generato e sviluppato il “disegno” della cucina Oreadi, dove per “disegno” si intende la “scelta” (disegnare dal lat. designare – indicare, scegliere) di un percorso progettuale mirato e strategico: lavorare in chiave sostenibile su ogni fase del ciclo di vita del prodotto, dalla pre-produzione alla dismissione, ossia dalla scelta dei materiali alle qualità funzionali, dalla riduzione del consumo di energia alla facile disassemblabilità e riciclabilità, attraverso soluzioni innovative in grado di indurre comportamenti sostenibili da parte degli utenti. Ogni scelta progettuale, è stata ponderata con precisi criteri e strumenti, come software di valutazione ambientale, materioteche e dati di ricerca del settore, per ridurre i Kg di CO2 emessi e limitare gli sprechi di risorse come acqua ed energia elettrica. Le scocche sono realizzate con il phonotherm (by Evostone), un pannello composto dal 100% di materiali post-consumo, che rispetto ai comuni pannelli di legno riciclato non contiene formaldeide. Il top e l’orto della cucina sono composti dal paperstone, costituito da fibre ottenute al 100% da carta per ufficio standard riciclata post-consumo e resine non derivanti dal petrolio (by Evostone). 
Le ante sono realizzate con una composizione di scarti di legno della falegnameria, rifinite con un colore a base d’acqua per stemperare le tonalità dei singoli tasselli di legno.
La parete è costruita da una cornice in alluminio retroilluminata sulla quale, da un lato è montato l’alusion: una schiuma di alluminio realizzata al 100% con materiale riciclato pre e post-consumo e riciclabile a fine vita, dall’altro è allestita la Tillandsia. 

Le dimensioni generose della parete, sono il risultato di una valutazione precisa; questa è dimensionata per ospitare una quantità di tillandsia sufficiente a disinquinare da formaldeide, elettromagnetismo, fumo etc. un’ambiente di circa 50mq. La parete ha un foro che oltre a fare da filtro tra la zona preparazione ed il piano snack, ospita una canalina attrezzata per gli utensili e le prese elettriche. 
Per la preparazione del cibo è stata sviluppata una comoda soluzione che permette all’utente, oltre che tagliare e sminuzzare sopra un tagliere integrato sul top, anche versare i residui in un compostatore. Il tagliere comunica con il compostatore attraverso un’apertura, in tal modo il compost prodotto sarà parte integrante del concime per l’orto. Un piccolo polmone verde è l’orto che s’interseca in parte della cucina; è più basso rispetto al piano del top per restituire quell’immagine e recupero del gesto di quando si coglie la piantina da terra. Il lavello è una zona importante del sistema, oltre a integrare un miscelatore che produce anche l’acqua gassata, utile per abbattere i consumi delle bottiglie in PET, ospita un sensore intelligente in grado di riconoscere le acque grigie da quelle ancora “pulite”. Uno speciale laser rileva la purezza dell’acqua dal grado di luce che il fluido lascia passare: maggiore è l’intensità della luce, più pulita sarà l’acqua. L’acqua viene raccolta in un serbatoio e, oltre ad essere adoperata tramite una doccina per le pulizie domestiche, è mandata con precisi dosaggi alla lavastoviglie, al mini impianto di irrigazione dell’orto, allo zeer pot e al sistema di nebulizzazione per la Tillandsia. Lo zeer pot è un sistema di refrigerazione arcaico. È un metodo di conservazione di verdura e frutta, comune in alcune regioni africane, e consiste nel raffreddare un vaso interno di terracotta con l’evaporazione dell’acqua. Oreadi ospita sotto l’orticello due cassetti con sistema zeer pot, al posto della sabbia,dove evapora l’acqua, vi è l’argilla espansa e a sostituire il vaso esterno,troppo pesante, è la lamiera forata. Questi cassetti sono ideali per conservare oltre ad alcuni tipi di verdure e frutta anche i vini: la temperatura stimata all’interno dei vasi oscilla intorno i 14° rispetto i 24° esterni. Ogni elettrodomestico montato sulla cucina e sulle colonne, è in linea con il carattere sostenibile del progetto: si tratta di prodotti ad alta efficienza energetica, tutti in classe A+ dell’energy label. La filosofia del progetto è poi trasferita su un accessorio per la cucina: un carrellino da servizio riciclabile al 100%. Il carrello è costruito con il re-board, un materiale ricavato da carte riciclate e colle all’acqua, mentre le ruote sono in 100% nylon. Un modulo completamente green che si muove intorno all’isola.